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Ora puoi ottenere l’ Assegno unico

A cura di Costantino Salis

Vivi all’estero ma lavori in Italia? Ora puoi ottenere l’Assegno unico
L’Assegno unico torna al centro dell’attenzione anche per gli italiani residenti all’estero. Ma al di là delle novità, resta una domanda fondamentale: chi ne ha davvero diritto e come si ottiene?
Si tratta di un contributo economico mensile erogato dall’INPS a favore delle famiglie con figli a carico. Introdotto nel 2022, ha sostituito diverse misure precedenti con l’obiettivo di semplificare il sistema di sostegno e renderlo più equo.

L’assegno spetta per i figli minorenni e, in determinate condizioni, fino ai 21 anni. Tuttavia, uno degli aspetti meno compresi riguarda il calcolo dell’importo.
Non dipende semplicemente dal reddito dichiarato, ma dall’ISEE, ovvero l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Si tratta di un parametro utilizzato in Italia per valutare la condizione economica complessiva di una famiglia: non considera solo i redditi, ma anche il patrimonio (come conti correnti e immobili) e il numero dei componenti del nucleo familiare. In pratica, più basso è l’ISEE, più alto sarà l’importo dell’assegno. In assenza di questo indicatore, viene riconosciuta solo la quota minima.

Per chi vive all’estero, questo rappresenta spesso un nodo critico: non sempre è semplice ottenere o aggiornare un ISEE, e ciò può incidere sull’importo effettivamente percepito.
Il punto centrale resta però il requisito principale: l’Assegno unico non è legato alla semplice residenza o cittadinanza, ma al rapporto di lavoro. Chi vive stabilmente in Grecia e lavora nel Paese di residenza, ad esempio, non ha diritto al beneficio italiano, ma può accedere agli strumenti previsti dal sistema locale.
Diverso è il caso di chi lavora in Italia pur vivendo all’estero, i cosiddetti lavoratori frontalieri. Grazie alle recenti modifiche, che hanno eliminato il requisito dei due anni di residenza in Italia, anche questi lavoratori possono oggi accedere all’assegno, purché versino contributi nel sistema italiano. Una svolta arrivata anche a seguito dell’intervento della Commissione europea, che aveva sollevato il problema della disparità di trattamento tra lavoratori europei.

Dal punto di vista pratico, la richiesta deve essere presentata direttamente all’INPS, principalmente in modalità online, accedendo con credenziali digitali come SPID o carta d’identità elettronica. In alternativa, è possibile rivolgersi a un patronato, soluzione spesso più semplice per chi risiede all’estero e deve gestire documentazione più complessa.
La domanda può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma per non perdere eventuali arretrati è consigliabile muoversi entro i primi mesi. Il pagamento avviene mensilmente, tramite accredito su conto corrente.
Per la comunità italiana in Grecia, il messaggio è chiaro: l’accesso all’Assegno unico dipende soprattutto dal luogo in cui si lavora e si versano i contributi. Le recenti aperture rappresentano un passo avanti importante, ma restano ancora aspetti pratici da chiarire, soprattutto per chi vive stabilmente fuori dall’Italia.

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