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Cittadinanza

Riforma della cittadinanza: cambia lo iure sanguinis, svolta nella gestione delle domande
Con la Legge n. 11/2026 cambia il sistema delle domande per discendenza: meno competenze ai consolati, più centralizzazione alla Farnesina
Con la pubblicazione della Legge 19 gennaio 2026, n. 11 in Gazzetta Ufficiale, l’Italia introduce una riforma di rilievo nel sistema di riconoscimento della cittadinanza per discendenza. La novità principale riguarda la gestione centralizzata delle pratiche iure sanguinis, che segna un cambiamento sostanziale rispetto al modello finora affidato ai consolati.
Negli ultimi anni, l’aumento delle richieste di cittadinanza da parte dei discendenti di italiani all’estero ha messo sotto forte pressione la rete consolare, con tempi di attesa sempre più lunghi e procedure spesso disomogenee. La riforma nasce con l’obiettivo di rendere il sistema più uniforme, rafforzare i controlli e garantire una gestione più sostenibile delle domande.
Il nuovo assetto prevede che l’istruttoria delle pratiche iure sanguinis venga progressivamente trasferita a una struttura centrale presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. In questo modo, le nuove domande non saranno più trattate direttamente dai singoli consolati, che vedranno ridefinito il proprio ruolo, concentrandosi maggiormente sui servizi ai cittadini già riconosciuti.
Il principio dello iure sanguinis resta in vigore, ma la riforma interviene sulle modalità amministrative, introducendo un modello più centralizzato che punta a maggiore omogeneità, trasparenza e controllo. Si tratta di un passaggio che riflette una tendenza già avviata nel 2025, orientata a rafforzare il legame tra cittadinanza e sistema dei servizi per gli italiani all’estero.
Per la comunità italiana e per i discendenti di italiani residenti in Grecia, questa fase rappresenta un momento di transizione. Le modalità applicative saranno definite nelle prossime settimane, ma è chiaro che il nuovo quadro normativo avrà un impatto diretto sulle future richieste. Il Comites Grecia continuerà a seguire da vicino l’evoluzione della riforma, per garantire un’informazione corretta e aggiornata alla comunità.



