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Papa Leone XIV: un appello al mondo contro il ritorno della forza

Nel tradizionale incontro di inizio anno con il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Papa Leone XIV ha lanciato un monito severo sullo stato del mondo contemporaneo. Il pontefice ha denunciato la crescente tendenza a ricorrere alla forza per risolvere controversie internazionali, affermando che “la guerra è tornata di moda” e che i confini vengono nuovamente violati con la forza, in aperta contraddizione con i principi fondamentali del diritto internazionale.

Nel suo discorso, il Papa ha evidenziato come il ricorso alla violenza stia diventando una pratica sempre più normalizzata. Ha ricordato che il divieto di aggressione armata è uno dei pilastri dell’ordine mondiale nato dopo la Seconda Guerra Mondiale, un principio oggi messo in discussione da conflitti che si moltiplicano e da una diplomazia sempre più fragile. Secondo Leone XIV, questa deriva rappresenta una minaccia diretta alla stabilità globale e alla convivenza pacifica tra i popoli, invitando gli Stati a recuperare il valore del dialogo, della mediazione e della responsabilità condivisa.

Il pontefice ha richiamato con forza l’importanza del diritto umanitario internazionale, ribadendo che la protezione dei civili, dei feriti, dei prigionieri e delle infrastrutture essenziali non può mai essere considerata un elemento negoziabile o subordinato a strategie militari. In un contesto globale segnato da conflitti che colpiscono indiscriminatamente popolazioni vulnerabili, ha ricordato che il rispetto delle norme umanitarie è un dovere morale e giuridico che riguarda tutti gli attori coinvolti.

Nel passaggio dedicato ai rapporti tra la Santa Sede e l’Italia, Papa Leone XIV ha sottolineato la solidità e la continuità di una collaborazione storica, fondata su valori condivisi e su un dialogo costante. Ha inoltre espresso una ferma condanna dell’antisemitismo, denunciando la sua recrudescenza in diverse parti del mondo. Ogni forma di odio etnico o religioso – ha ricordato – mina alla radice la dignità umana e rappresenta una minaccia per la democrazia e la coesione sociale.

Le parole del pontefice risuonano con particolare forza anche per la comunità italiana residente in Grecia, che vive quotidianamente in un contesto multiculturale e in un’area – il Mediterraneo – attraversata da tensioni geopolitiche, migrazioni e sfide diplomatiche. Il richiamo alla pace, al rispetto del diritto e alla tutela delle minoranze rappresenta un invito alla responsabilità collettiva, alla vigilanza democratica e alla difesa dei valori che uniscono l’Europa e il mondo mediterraneo.

Il Comites Grecia accoglie con attenzione questo appello, consapevole del ruolo che le comunità italiane all’estero possono svolgere nel promuovere dialogo, cooperazione e cultura della pace.

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